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Una blacklist email, o lista nera, è un elenco pubblico di indirizzi IP e di domini da cui è partito spam. I server di posta la consultano prima di accettare un messaggio: se chi spedisce è nell’elenco, l’email può essere rifiutata o finire nella posta indesiderata. Per sapere se ci sei dentro basta un controllo di pochi secondi.

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Senza registrazione. 15 liste interrogate una per una, ciascuna con il collegamento alla sua pagina ufficiale.

Che cos’è una blacklist email e come funziona

Il nome tecnico è DNSBL, ma si trova scritto anche blocklist, RBL o, in italiano, lista nera: sono lo stesso strumento. Ogni lista è gestita da un’organizzazione indipendente, che raccoglie segnali di spam (per esempio i messaggi arrivati alle sue caselle trappola) e pubblica l’elenco degli IP o dei domini da cui sono partiti.

Il funzionamento è semplice. Quando un server riceve la tua email, chiede alla lista se l’IP che gliela sta consegnando è in elenco. La risposta arriva in una frazione di secondo e il server decide: accetta, mette nello spam oppure rifiuta con un messaggio di errore. Tutto succede prima che il destinatario veda qualcosa.

Le liste si dividono in due famiglie. Quelle di IP guardano il server che spedisce. Quelle di domini guardano i nomi che compaiono nel messaggio, come il dominio del mittente o quello dei collegamenti. E non pesano tutte allo stesso modo: ogni servizio di posta sceglie quali consultare, quindi comparire in una lista molto seguita si sente subito, mentre una poco usata può non avere alcun effetto.

Come si finisce in una lista nera

Le liste non giudicano le intenzioni: registrano i comportamenti. Quasi sempre la causa è una di queste tre.

A chi scrivi. Gli elenchi di indirizzi vecchi, comprati o raccolti senza consenso contengono caselle abbandonate e caselle trappola, messe lì apposta per riconoscere chi spedisce senza permesso. Basta colpirne poche.

Come reagisce chi riceve. Se molti destinatari segnalano i tuoi messaggi come indesiderati, o se una quota alta di email torna indietro perché l’indirizzo non esiste, la reputazione scende in fretta.

Chi spedisce al posto tuo. Un computer con un virus, un modulo del sito senza protezione o una password rubata possono inviare spam a tua insaputa. E sull’hosting condiviso l’IP è lo stesso per molti siti: può finire in lista per colpa di un altro.

Come controllare se sei in una blacklist email

Con il controllo blacklist gratuito di MailSenpai scrivi l’IP da cui partono le tue email, oppure il dominio, e in pochi secondi vedi l’esito lista per lista. Non serve registrarsi.

Lo strumento interroga 15 liste: 11 per gli indirizzi IP e 4 per i domini, tutte elencate per nome nella pagina. Se scrivi un dominio, oltre al dominio controlla anche gli IP dei suoi server di posta. Se invece spedisci con un servizio esterno, l’IP di invio è un altro: lo trovi nelle intestazioni di una tua email, che puoi leggere con l’analizzatore di intestazioni, e conviene controllare anche quello.

Liste che non interroghiamo: Spamhaus, Barracuda, Mailspike, SpamRATS, Sender Score, SURBL e URIBL. Insieme al risultato trovi il collegamento alla verifica sul loro sito ufficiale, come quella di Spamhaus e quella di Barracuda.

Un controllo fotografa la situazione di oggi. Per non doverlo rifare a mano, nella stessa pagina c’è il monitor gratuito: indichi fino a 50 voci fra IP e domini, le ricontrolliamo ogni 12 ore e ti scriviamo solo quando qualcosa cambia, cioè quando una voce entra in una lista o ne esce. Serve l’email della tua azienda e una conferma dal collegamento che ricevi. Non c’è nessun account da creare e lo fermi da ogni email.

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Come leggere l’esito

Per ogni lista il risultato dice una di tre cose.

  • Pulito. L’IP o il dominio non è in quell’elenco.
  • In lista. Compare nell’elenco. Accanto trovi il collegamento alla pagina ufficiale della lista, dove leggi il motivo e chiedi la rimozione.
  • Non interrogabile. La lista non ha risposto in tempo o ha rifiutato la domanda. Non vuol dire né pulito né in lista: riprova dopo qualche minuto.

Due avvertenze per non leggere male il risultato. La prima: una sola presenza non decide tutto. Conta quale lista è, perché ogni servizio di posta dà alle liste un peso diverso, e conta se riguarda l’IP, che può essere condiviso con altri, o il dominio, che è solo tuo.

La seconda: essere puliti ovunque non significa che le email arrivino. Le liste sono uno dei segnali che i filtri guardano, insieme all’autenticazione del dominio, al contenuto e a come i destinatari trattano i tuoi messaggi. Per vedere come un filtro giudica una tua email c’è il test spam gratuito, e in un’altra guida spieghiamo come leggere il punteggio spam.

Come si esce da una blacklist

L’ordine conta: prima si trova e si sistema la causa, poi si chiede la rimozione. Chi fa il contrario di solito torna in lista dopo pochi giorni. La richiesta si fa sulla pagina ufficiale di ciascuna lista, quella a cui porta il collegamento accanto al risultato. Diverse liste, poi, tolgono la voce da sole dopo un periodo senza nuove segnalazioni.

I passi uno per uno, con che cosa scrivere nella richiesta e quando ricontrollare, sono nella guida IP o dominio in blacklist: come scoprirlo e cosa fare.

Come evitare di tornare in blacklist

Le abitudini che tengono lontani dalle liste nere sono poche, e sono sempre le stesse.

  • Scrivi solo a chi te l’ha chiesto. Una lista di contatti costruita con il consenso è la prima protezione.
  • Togli chi non c’è più. Gli indirizzi che tornano indietro e i contatti che non aprono da molto tempo vanno eliminati con regolarità.
  • Rendi facile disiscriversi. Chi non trova il collegamento per uscire preme il pulsante spam.
  • Autentica il dominio. SPF, DKIM e DMARC dicono ai server che l’email è davvero tua: li verifichi con il controllo DNS gratuito.
  • Tieni un ritmo regolare. Volumi che raddoppiano da un giorno all’altro, soprattutto da un IP nuovo, sono un segnale d’allarme per i filtri.

Se le email del tuo sito partono dall’IP condiviso dell’hosting, la sua reputazione dipende anche dagli altri. In quel caso conviene spedirle con un servizio di invio dedicato, come SMTP Senpai, che firma i messaggi con DKIM sul tuo dominio.

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Gratis e senza registrazione. Nella stessa pagina attivi il monitor: fino a 50 voci, ricontrollate ogni 12 ore.

Domande frequenti

Blacklist, lista nera e blocklist sono la stessa cosa?

Sì. Sono nomi diversi per lo stesso elenco pubblico di IP o domini segnalati per spam. Nei testi tecnici si trova anche scritto DNSBL o RBL.

Una blacklist email è l’elenco dei contatti bloccati nella mia casella?

No. I contatti in lista nera della tua casella sono un elenco personale: vale solo per te e decide quali mittenti non vuoi ricevere. Una blacklist email pubblica riguarda chi spedisce ed è consultata da molti server di posta.

Il controllo blacklist è gratuito?

Sì. Il controllo è gratuito e senza registrazione. Anche il monitor è gratuito, fino a 50 voci: chiede l’email della tua azienda e una conferma, senza creare un account.

Posso controllare un singolo indirizzo email?

Le liste pubbliche elencano IP e domini, non singoli indirizzi. Scrivi il dominio, cioè la parte dopo la chiocciola, oppure l’IP del server che spedisce.

Ogni quanto conviene controllare?

Subito, se i rimbalzi aumentano o le aperture calano all’improvviso. Per il resto basta il monitor, che ricontrolla ogni 12 ore e scrive solo quando qualcosa cambia.

Il team MailSenpai

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