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Le tue email tornano indietro con un errore che cita una lista, oppure da qualche giorno finiscono nello spam senza un motivo chiaro? Può darsi che l’IP da cui spedisci, o il tuo dominio, sia finito in una blacklist. Qui trovi come verificarlo in un minuto e cosa fare, nell’ordine giusto.

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Senza registrazione: 15 liste, ognuna col suo nome e col collegamento ufficiale per la rimozione.

Che cos’è una blacklist delle email

Una blacklist (o lista di blocco, in inglese DNSBL) è un elenco pubblico di indirizzi IP o di domini da cui è partito spam. La gestiscono organizzazioni indipendenti. I server di posta la consultano in tempo reale ogni volta che ricevono un’email: se il mittente è nell’elenco, il messaggio può essere rifiutato o messo nello spam.

Le liste non sono tutte uguali. Alcune elencano gli IP (il server che spedisce), altre i domini (quelli che compaiono nel mittente o nei collegamenti). Alcune sono consultate da moltissimi fornitori di posta, altre da pochi: essere su una lista poco seguita spesso non cambia nulla, essere su una delle principali si sente subito. Se vuoi partire dalle basi, c’è la guida su che cos’è una blacklist email e come si controlla.

Come capire se sei in una lista

I segnali tipici sono tre:

  • un messaggio di errore che cita la lista, per esempio 554 5.7.1 seguito dal nome del servizio che ti ha bloccato;
  • rimbalzi che aumentano all’improvviso verso un solo fornitore di posta;
  • aperture che calano di colpo senza che tu abbia cambiato nulla.

Per togliersi il dubbio basta un controllo: scrivi l’IP o il dominio nel controllo blacklist gratuito e vedi, lista per lista, dove compari. Per un dominio vengono controllati anche gli IP dei suoi server di posta. Se non conosci l’IP da cui spedisci, lo trovi nelle intestazioni di una tua email inviata (riga Received), che puoi leggere con l’analizzatore di intestazioni, oppure lo chiedi a chi gestisce il tuo servizio di invio.

Perché si finisce in blacklist

  • Indirizzi trappola. Caselle create apposta, o abbandonate da anni, che nessuna persona usa. Scriverci è il segnale più forte di una lista vecchia, comprata o raccolta in giro.
  • Segnalazioni di spam. Troppi destinatari premono il pulsante spam.
  • Un sito o un computer compromesso che spedisce a tua insaputa: un modulo di contatto senza protezione, una password rubata, un plugin non aggiornato.
  • IP condiviso. Sull’hosting condiviso lo stesso IP spedisce per centinaia di siti: basta un vicino scorretto per finire in lista tutti.
  • Volumi improvvisi da un IP nuovo, senza averlo portato a regime per gradi.

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Cosa fare se sei in lista, in quest’ordine

  1. Trova la causa prima di chiedere la rimozione. Se la causa resta, torni in lista nel giro di pochi giorni e la seconda richiesta viene trattata peggio della prima.
  2. Sistema. Togli gli indirizzi che rimbalzano e quelli che non aprono da molto tempo, chiudi il modulo o l’account compromesso, cambia le password e verifica SPF, DKIM e DMARC con il controllo DNS gratuito.
  3. Chiedi la rimozione sulla pagina ufficiale della lista. Ogni lista ha la sua: nel risultato del controllo trovi il collegamento accanto a ogni nome. Alcune tolgono la voce da sole dopo qualche giorno senza nuovo spam, altre chiedono di compilare un modulo. La rimozione ordinaria è gratuita: se una lista propone una corsia veloce a pagamento, di solito basta aspettare la scadenza automatica.
  4. Scrivi poco e con i fatti. Nella richiesta di’ cosa è successo e cosa hai corretto. Chi legge decide in base a quello.
  5. Ricontrolla dopo 24-48 ore e tieni d’occhio la situazione nei giorni successivi.

Come non tornarci

Spedisci solo a chi te l’ha chiesto, togli subito chi rimbalza, tieni un ritmo regolare e autentica il dominio. E non aspettare che sia un cliente a dirti che le email non arrivano: il monitor gratuito, nella stessa pagina del controllo blacklist, ricontrolla fino a 50 fra IP e domini ogni 12 ore e ti scrive solo quando qualcosa cambia.

Un sito compromesso o un plugin non aggiornato può tornare a spedire a tua insaputa. Per organizzare aggiornamenti, backup e controlli periodici, puoi seguire la guida al workflow di manutenzione del sito aziendale di Andrea Pasqui.

Se il problema è l’IP condiviso dell’hosting, la strada più corta è far partire le email del sito da un servizio di invio con IP curati, come SMTP Senpai. E se vuoi sapere come un filtro giudica un tuo messaggio, c’è il test spam gratuito.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per uscire da una blacklist?

Dipende dalla lista. Alcune tolgono la voce in automatico dopo alcuni giorni senza nuovo spam, altre entro poche ore dalla richiesta. Se la causa non è risolta, la voce torna.

Essere in una lista vuol dire che tutte le mie email finiscono in spam?

No. Ogni fornitore di posta decide quali liste consultare e quanto peso dare a ciascuna. Una lista molto usata si sente subito, una poco seguita può non avere effetti.

Quali liste non interrogate?

Liste che non interroghiamo: Spamhaus, Barracuda, Mailspike, SpamRATS, Sender Score, SURBL e URIBL. Nel risultato trovi il collegamento al loro controllo ufficiale.

Il mio dominio è pulito ma l’IP è in lista: cosa cambia?

L’IP è del server che spedisce: se è condiviso, il problema può dipendere da altri. Chiedi a chi gestisce l’invio di intervenire o di spostarti su un altro IP.

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